Ambrosioni: “Liberalizzazioni, piccoli negozi a rischio”

Ambrosioni: “Liberalizzazioni, piccoli negozi a rischio”

Anche a Bergamo le saracinesche abbassate aumentano e spiegano molto meglio dei numeri la profondità della crisi che investe il commercio. E adesso la rete tradizionale dei negozi di vicinato, integrata con il tessuto sociale, rischia di venir meno a causa di una liberalizzazione selvaggia”.

Giorgio Ambrosioni, presidente di Confesercenti Bergamo, lancia l'allarme: le decisioni del governo potrebbero avere un impatto devastante sul piccolo commercio. “Rischiamo di perdere un patrimonio fondamentale, capace di garantire la vivibilità del tessuto urbano e portatore di cultura, esperienza e qualità del servizio”.

Negli ultimi dieci anni – prosegue Ambrosioni - si è affermata una politica sbagliata, che ha portato a una malintesa modernizzazione della rete distributiva, andata a solo vantaggio della grande distribuzione. Ora si aggiunge la liberalizzazione degli orari. Vogliamo ricordare che lo stesso Parlamento Europeo, poco più di un anno fa, denunciava come il vero rischio per il libero mercato sia in realtà la concentrazione in poche mani delle rete commerciale. Ai liberisti di sempre e a quelli dell’ultima ora vogliamo ricordare che l’attuale gravissima crisi economica è la drammatica dimostrazione che una economia senza regole può solo produrre danni, a volte devastanti”.

Per Confesercenti va salvaguardata la funzione economica e sociale dei piccoli negozi. “Botteghe e bar dei centri città non servono solo a far cassa. Per quello basta un centro commerciale. I negozi cittadini sono parti virtuali di un essere pulsante vivo: la città. Le botteghe cittadine sono una delle realtà più antiche del nostro Paese, attorno alle quali prosperava una vita sociale che tutto il mondo ci invidiava. Una liberalizzazione senza regole, con aperture 24 ore su 24, rischia di fare terra bruciata non solo di tanti negozi ma anche della qualità della vita di tutti noi”.

Gli orari “no limits” non serviranno a rilanciare il settore. “Bastasse prolungare gli orari saremmo anche noi favorevoli, ma purtroppo non è così. Questa scelta rischia solo di accelerare la desertificazione dei centri cittadini. Si deve al contrario puntare sul potenziamento dei Distretti urbani del commercio: fare rete è l'unica via di salvezza per i piccoli commercianti. Invece di stravolgere questo tessuto del commercio di vicinato occorre puntare sullo sviluppo integrato del turismo, del commercio e delle attività culturali delle città come centri della conoscenza, mettendo in circuito tutto il grande patrimonio storico, architettonico e culturale. E non dimentichiamo che i piccoli negozi sono anche un utile presidio di sicurezza, antidoto all'imbarbarimento di troppe zone urbane”.

Nel 2012 si prevede una ulteriore contrazione dei consumi: tenere aperte le attività commerciali 24 ore su 24 comporterà solo un aumento dei costi fissi. Anche per questo non appare saggio varare una totale deregulation negli orari commerciali. Infine, va sottolineato che la liberalizzazione ha scavalcato le competenze delle Regioni, cui spettano le decisioni in materia di orari e aperture. La Lombardia aveva raggiunto un faticoso equilibrio, che ora verrà compromesso. Per questo Confesercenti invita la giunta regionale a contestare e contrastare il provvedimento adottato.

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