Fondi ai nuovi negozi per rilanciare via Quarenghi, Pignolo e via Paglia

Fondi ai nuovi negozi per rilanciare via Quarenghi, Pignolo e via Paglia
Per risollevare le sorti di quelle aree della città in maggiore sofferenza, il Comune di Bergamo punta sulla nascita di nuovi esercizi commerciali. E per portare avanti questa strategia, propone un bando ad hoc, che si apre oggi e che si chiuderà il 29 febbraio 2012. L'obiettivo è quello di invogliare futuri imprenditori ad aprire un'attività nelle «aree urbane da rivitalizzare», dando un contributo di massimo 15 mila euro per la fase di start up.
«Un progetto nato in un'ottica di riqualificazione degli spazi urbani – spiega l'assessore alle Attività produttive Enrica Foppa Pedretti –. Credo che la diffusione del commercio e in particolare dei negozi di vicinato possa sopperire a queste situazioni di degrado».
«C'è una proliferazione di negozi sfitti – spiega l'assessore Foppa Pedretti –. In queste zone manca l'afflusso di persone e di conseguenza perdono l'appeal. Il presidio di un negozio è un'integrazione alla vita del quartiere, una possibile medicina alla malattia del degrado e delle sacche di insicurezza».
 
La commissione
Negli scorsi mesi, un'apposita commissione, composta dai tecnici comunali, i presidenti di Circoscrizione, le associazioni di categoria e i comitati di via, hanno stabilito il margine d'azione, le zone cioè, dove c'è una forte carenza di alcuni esercizi commerciali: via Bonomelli, via Paglia (nel tratto compreso tra le intersezioni con le vie Bonomelli e Paleocapa), via Pignolo, via Quarenghi, via San Bernardino (nel tratto compreso tra le intersezioni con Largo Cinque Vie e via Previtali) e il quartiere di Grumello al Piano.
«Si poteva pensare a una sola area – spiega l'assessore Foppa Pedretti – che poteva essere via Quarenghi, ma sarebbe stato troppo rischioso. Inoltre da alcune indagini è emerso che i negozi sfitti nella via non sono così tanti».
 
Una mano a 10 imprenditori
L'invito di Palafrizzoni a chi è dotato di spirito imprenditoriale è quindi quello di aprire una nuova attività, a patto che non subentri a un'attività già esistente e che si impegni a mantenerla e a non cederla a terzi per un periodo di almeno tre anni dalla data di erogazione del contributo.
L'obiettivo è «aiutare realtà in grado di sostenersi, in modo da non vanificare un contributo pubblico» spiega Enrica Foppa Pedretti. «Tra gli elementi di valutazione – precisa l'assessore – l'esperienza del titolare e dei soci e la disponibilità dei locali, condizioni che possono garantire una stabilità dell'attività».
La cifra totale messa a disposizione è di 150 mila euro, che andrà a beneficio di circa 10 attività.
Il contributo che uscirà dalle casse comunali è infatti di circa 15 mila euro, distribuiti in due anni (il contributo per ogni attività è pari al 50% degli investimenti previsti e documentati) e potrà essere utilizzato per coprire ad esempio i costi di macchinari, attrezzature e arredi, impianti generali e opere edilizie, quota del contratto di franchising e per la registrazione di marchi e brevetti.
 
I tipi di attività da aiutare
La commissione, sulla base delle segnalazioni delle Circoscrizioni, che hanno tenuto i contatti con i comitati di quartiere, ha definito anche le tipologie di offerta commerciale.
I futuri insediamenti dovranno infatti supplire l'attuale carenza. E nella lista delle attività papabili ci sono esercizi di vicinato alimentare «multiprodotto» (come ad esempio i minimarket) e «monoprodotto» (come ad esempio il panettiere e il fruttivendolo), cartolerie, rivendite di giornali, casalinghi, ferramenta, mercerie, sartorie e lavasecco.
Ammesse anche gallerie d'arte, fashion design shop, negozi di antiquariato e antichi mestieri. Per quanto riguarda il quartiere di Grumello sono invece previsti solo esercizi di vicinato alimentare.
 
(da L'Eco di Bergamo)

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